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CORRIERE DI SALUZZO ARTE E FEDE MARZO 2003-03-06

flash  ARTE
prole Parole chiave: Scavi -Annunciazione                                                                                                                        

cristiana
                                                                                             a cura di Mirella Lovisolo

 

NEGLI SCAVI…L’ANNUNCIAZIONE

 

 

Il 25 marzo, ricorre anche la festa che inaugura la “pienezza del tempo” (Gal.4,4): l’Annunciazione del Signore; Dio entra nella storia attraverso il “si” di una ragazza di Nazareth attenta allo Spirito Santo.

L’evento misterioso che ha cambiato la storia dell’umanità, narrato dal Vangelo di Luca, è stato interpretato in pagine di altissima poesia da sommi artisti e da pittori locali, per dire ogni volta una parola nuova al cuore dell’uomo su questo Dio che per amore si fa carne, nella sofferenza e nell’umiltà.

 Sin dalle catacombe ci sono rappresentazioni rifebili all’ Annunciazione   (cappella greca della catacomba di Priscilla del III secolo), tuttavia solo a partire dal V secolo con la proclamazione della divina maternità di Maria ad Efeso (431) troviamo la raffigurazione certa dell’Annunciazione nell’arco trionfale di S.Maria Maggiore a Roma.

Il documento più interessante però, è una testimonianza archeologica che risale ai secoli anteriori al Concilio di Efeso; è stata scoperta nel 1955 da Padre Bellarmino Bagatti sotto la moderna Basilica dell'Annunciazione, la chiesa che le ricerche del francescano archeologo hanno rivelato essere costruita sulla tradizionale “grotta dell'Annuncio”. Gli scavi hanno portato alla luce un sito, sede di villaggio; sono stati infatti trovati nel luogo dei sili domestici, dove le famiglie conservavano le derrate alimentari, cisterne d'acqua, e molte lucernette che servivano ad illuminare le abitazioni,  ceramiche di cucina e dei focolari ricavati ai piedi delle pareti, ritrovamenti che hanno gettato una prima luce sull'autenticità della casa di Maria. 

Sui vani scavati nel suolo roccioso, adibiti ad usi domestici, furono innalzati nel tempo ben cinque luoghi di culto: dapprima una chiesa in stile sinagogale con la facciata rivolta verso Gerusalemme, evidentemente costruita tra i sec. I e II dalla prima comunità  giudeo-cristiana. Poi nel V secolo una Chiesa bizantina, quindi un tempio crociato e, nel 1730, una chiesa francescana. Infine la Chiesa attuale, sorta nel 1960 a custodia della Grotta dell'Annunciazione. Dagli scavi, emerse materiale con graffiti e incisioni, appartenevano alla  prima chiesa giudeo-cristiana riutilizzato per le fondamenta della successiva chiesa bizantina.

Tra i tanti graffiti incisi, Padre Bagatti  trovò quello di grandissimo valore storico, aveva una la scritta greca: XE MAPIA. E’ l’abbreviazione di Kaire Maria, la parola dell’angelo nel vangelo di Luca 1,28 “Ave Maria”. E’ senza dubbio, la più antica invocazione alla Madonna, rinvenuta nella casa stessa dove, secondo la tradizione, visse la Vergine Maria.

Questo antichissimo graffito antecedente di qualche secolo al Concilio di Efeso, rovesciava le idee di chi affermava che il culto a Maria  sarebbe derivato dal culto ad una divinità femminile pagana (Bellarmino Bagatti- Nazaret nell'archeologia, Storia di Gesù, Ed. Rizzoli, volume 1 pag. 79 ss.).  

 La scoperta di questo importantissimo graffito nel luogo dove, sulle tracce di vita familiare sono sorti cinque successivi santuari, documenta che, nella casa di Maria si praticava il culto di lei sin dalle origini della Chiesa, perché in quel luogo lei, giovane ebrea, era stata scelta ad essere la madre di Cristo, il Messia atteso, il “Dio con noi”(Is.7)

 

                                                                CORRIERE DI SALUZZO 19.03.04

 

 

 

 

 

 

 

        

 



Per informazioni e approfondimenti contattaci: mirellalovisolo@gmail.com

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