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NATALE 2004-12-13

Il NATALE DI OGGI E QUELLO DI S.FRANCESCO A GRECCIO

A Busca strade e piazze con i presepi realizzati dalle elementari

 

          Mentre la cronaca ci riporta assurde notizie di scuole che, per rispettare la presenza di bambini mussulmani in classe, sostituiscono al Presepe la fiaba di Cappuccetto Rosso (una scelta criticata dello stesso Imam della moschea di Milano che ci consiglia di difendere le nostre bimillenarie tradizioni) diventa davvero una bella notizia il fatto che, strade e piazze di una città della provincia- liberate dall’abituale traffico - si siano animate di coloratissimi e simpatici presepi realizzati dalle classi elementari. Ci sembra davvero una bella notizia.

          L’iniziativa scolastica concretizzata da alunni e maestre della scuola elementare di Busca e frazioni, in collaborazione con l’Associazione dei Commercianti e del Comune,  ha riempito la città di una grande quantità di bambini e di famiglie, distribuite in una fantastica animazione, intorno ai grandi alberi illuminati, ai coloratissimi “presepi del mondo” e poi agli angoli-gioco descrittivi e coinvolgenti, gestiti da maestri - Befana e BabboNatale -  dove i bambini si guadagnavano le caramelle nel gioco, dopo aver sorteggiato a sorpresa un bel racconto sul Natale. Tra i gazebo molto attraente quello profumato di cioccolato della Croce Rossa dove indaffaratissimi volontari distribuivano a tutti, specie ai piccoli, cioccolata calda e panettone.

            L’animazione era accresciuta dalla folla (genitori e amici) che usciva  ed entrava dalle Confraternite da cui provenivano, creatori di atmosfera, le melodie dei brani natalizi eseguiti in continuità dei ragazzi della Scuola Media.

             Davvero un pomeriggio d’incanto e di pace, che rimandava alle immagini del gioioso Natale passato in famiglia intorno al Presepe e alla Messa festosa del proprio paese. Immagini di grande fascino che hanno attraversato i secoli per dire la gioia della nascita del “Dio con noi”, l’atteso “Sole di giustizia”e “Re di pace” 

  Festa di gioia  dunque, che ha fatto pensare, fatte le debite proporzioni, a quell’altra animazione natalizia: il Presepe creato nel 1223 quando “La gente si allieta di un gaudio mai assaporato prima…la selva risuona di voci e le rupi imponenti echeggiano i cori festosi…e la notte sembra tutto un sussulto di gioia”.

  E’ la notte del Presepe di Greccio che, quel poeta creativo e innamorato  di Dio che era S.Francesco volle fare, per organizzare un Natale diverso, per presentare al vivo la nascita del Bambino di Betlemme.         

 Si dice comunemente che quello sia stato il primo dei Presepi ma, in realtà, come sappiamo, si trattò di un’azione scenica, di una sacra rappresentazione, ma così viva e vera da rinnovare la realtà del fatto di Betlemme.

            Narra il primo biografo di S.Francesco, Tommaso Celano al cap. 30 della Vita Prima: “Il Beato Francesco… circa due settimane prima della festa della Natività, chiamò a sé un uomo di nome Giovanni e gli disse: “Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, prepara quanto ti dico. Vorrei rappresentare il bambino nato a Betlemme e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato… come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello….

          E giunse il tempo… Uomini e donne arrivano festanti dai casolari alla regione portando ciascuno secondo le sue possibilità ceri e fiaccole per illuminare quella notte nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco… raggiante di gioia: ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello.

         In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica… Greccio è diventata come una nuova Betlemme…Questa notte è chiara come pieno giorno e dolce agli uomini e agli animali! …Echeggiano i cori festosi…e la notte sembra tutto un sussulto di gioia..

Il santo è estatico di fronte al presepio…lo spirito vibrante di gaudio ineffabile.

Poi il sacerdote celebra solennemente l’Eucaristia sul presepio… Francesco si è rivestito dei paramenti diaconali  e canta il santo Vangelo con voce sonora dolce  limpida che rapisce tutti in desideri di cielo. Poi parla al popolo con parole dolcissime... rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme…nominava il bambino di Betlemme passandosi la lingua sulle labbra quasi a gustare tutta la dolcezza di quelle parole. Uno dei presenti ha una visione: gli sembra che un bambino giacesse privo i vita nella mangiatoia e Francesco accanto a lui lo destasse da quel sonno profondo. La visione era secondo i fatti: Gesù era stato dimenticato nel cuore di molti; per grazia di lui veniva risuscitato attraverso il servo suo S. Francesco”

La poesia e la fede di Francesco che richiama il canto evangelico: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Dio ama”, ha restituito agli uomini di allora il messaggio e la presenza di Gesù .“Ritorna ancora nel nostro tempo Gesù: sia pace e perdono nell’unione delle famiglie, in tutto ciò che è vero e bello; ritorni a noi la fede e la gioia nella consapevolezza del tuo dono all’umanità: “E’ nato per voi il Salvatore. 

 

 

Grotta del Presepe di  S.Francesco a Greccio (Rieti) Affresco sec XIV.

 

CORRIERE DI SALUZZO 16.12.04

 

 

 

 

 

 

 



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