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VIAGGIO IN ALBANIA. Alla ricerca delle origini cristiane


Sono appena tornata da un viaggio in Albania, dove mi sono recata con Esmeralda Bebri traduttrice e guida turistica, collaboratrice albanese di Informa Cristo a Cuneo. Un viaggio finalizzato alla ricerca dei numerosi siti delle origini cristiane dell'Albania, per la realizzazione della mostra Grafie dell'anima. Alle origini del cristianesimo, anche in questo paese. Nel mio percorso, in tutto il Paese, ho scoperto, l'Albania (Shqiperi =nido d'aquile) da noi conosciuta più nei pregiudizi che nella realtà. Ho incontrato tra gli shqiptareve (albanesi) persone molto accoglienti, ospitali, sorridenti, disponibili e serene pur nella povertà e nelle limitazioni della vita, la cui la espressione caratteristica è il minuto commercio di tutto, per le strade delle città e i numerosi bambini che ti fanno festa speranzosi... (certamente qui ci sono... molti bambini pochi cani. Ho chiesto: perchè così pochi cani in Albania? Risposta: noi preferiamo i bambini e poi i cani costano...Saggezza su cui meditare)

Ho scoperto in Albania un luogo pieno di opportunità turistiche, di cui non si parla mai, a costo davvero contenuto! Luoghi caratteristici montagnosi d'una bellezza selvaggia, isole, laghi e fiumi puliti e spiagge incantevoli, un mare stupendo pittoresca, mucche, asini, pecore sulle strade carrozzabili, prodotti tipici,siti archeologici e musei che raccolgono tutto quanto resta della storia e dalle dispersione dei regimi. Io non ho potuto soffermarmi a fare la turista in ferie perchè il tempo per il mio programma, era davvero limitato, ma nei 1200 Km di percorrenza ho conosciuto una nazione piena di cose belle e curiose da visitare e ho trovato al tempo stesso una terra di missione con vescovi moderni e disponibili, aperti ad accogliere un nuovo messaggio cristiano. Questa terra degli Illiri ha profonde radici cristiane e, secondo Rm.15,19 e anche 2 Cor. 2,12 potrebbe essere stata evangelizzata dallo stesso San Paolo come ricordano le vetrate della splendida cattedrale di Tirana. E' tradizione che già 58 anni dopo la nascita di Cristo la città di Durazzo avesse un suo vescovo, San Cesare. Certamente nel IV secolo, quasi tutto il Paese risulterà cristianizzato, con 50 sedi vescovili ripartite in tutto il territorio.

Questa terra, che ha dato i natali a Costantino e più recentemente a Madre Teresa, è stata evangelizzata nei primi tre secoli attraverso l'antica Via Egnatia da missionari martiri, conserva insieme a notevoli valori archeologici romani ed ellenistici, le basiliche e i battisteri mosaicati paleocristiani come a Butrinto, Byllis, Elbasan, Antigonea e altre ancora del IV-V-VI secolo; l'anfiteatro di Durazzo con la stupenda piccolissima basilica mosaicata in esso inserita e i monumenti bizantini sottilmente decorati, dedicati prevalentemente a Santa Maria ornati dalle icone del maestro Onofri.

Nel 395 l'Albania passata a Costantinopoli resta per secoli tra i principali centri culturali e religiosi dell'Impero d'Oriente con la fioritura di numerose basiliche in gran parte distrutte dalle successive devastazioni. Una terra segnata nei secoli dalle continue sofferenze dalle varie invasioni e oppressioni: dalla dominazione romana che, nel 168 a.C, conquistò la terra degli Illiri, alle invasioni slave, barbariche e ungare, veneziane e angioine. Nel XV secolo la dominazione dei Turchi ottomani che, respinti per venticinque anni dall'eroe nazionale Giorgio Kastrioti Skanderbeg, invasero l'Albania, per cinque secoli ne presero possesso islamizzandola con la violenza e la confisca dei beni. Molti fuggirono in Italia meridionale creando colonie di lingua albanese tuttora esistenti, mentre in patria, rifugiati tra le montagne impervie, i cristiani mantenevano viva la fede la lingua e le tradizioni locali. Nel 1912 finalmente la dichiarazione d'indipendenza dell'Albania dal governo ottomano, ma col XX secolo si susseguirono nuove e drammatiche vicende dolorose. Con la prima guerra mondiale l'Albania si trasforma in un campo di battaglia fra gli stati belligeranti, poi i disastri della seconda guerra mondiale, preceduti dell'imposizioni dittatoriali del fascismo italiano, il cui stile resta visibile nelle costruzioni della piazza di Tirana. Il patrimonio culturale che pure si è conservato nonostante gli scarsi mezzi dell'archeologia locale, venne gravemente danneggiato dalle distruzioni delle nazioni in guerra come avvenne per la grande Basilica dei 40 Santi di Saranda. La vicenda dolorosa dell'Albania culminerà con il terribile regime nazional-comunista di Enver Hoxha, che dal 1944 al 1990, proibita ogni religione, ma specialmente quella cristiana, impose l'ateismo di stato, proclamando l'Albania ''primo stato ateo del mondo''. Enver Hoxha cercò di cancellare ogni traccia di cristianesimo, riducendolo al silenzio e annientando i cristiani, torturando e uccidendo i sacerdoti - martiri di cui l'Arcivescovo di Scutari Mons Massafra sta seguendo la causa di beatificazione. Vennero chiuse le chiese distrutti monasteri e documenti antichi. l'Albania manca di fonti e documenti storici e di una letteratura delle origini, documenti andati distrutti con i. 2.169 edifici di culto compresa l'antica basilica della Madonna del Buon Consiglio di Scutari, la ''Madonna di Albania''. Già elevata nel sec VI, distrutta dai turchi, ricostruita e poi rasa al suolo dal regime di Enver Hoxa. Oggi nuovamente ricostruita, sta ad esprimere l'amore degli Albanesi per la Madre di Gesù.

Un popolo tenace, radicato nelle tradizioni, purtroppo legato ancora al nord a codici ancestrali. Un popolo che è stato disorientato dall'avvicendarsi degli eventi e privato della consapevolezza della propria identità cristiana e delle proprie radici. L'Albania era prettamente cattolica prima che i turchi vi portassero l'Islam e prima che il comunismo per 46 anni ne cancellasse la storia e l'identità cristiana ed europea. Oggi la percentuale dei cristiani è incerta, le religioni convivono nella tolleranza e forse nell'indifferenza; nel 2001 il 70% si dichiarava musulmano, il 20% ortodosso e il 10% cattolico concentrato soprattutto al nord.. Colpisce davvero noi italiani abituati al gran numero di chiese e di messe dei nostri paesi, constatare come in una città moderna di 80.000 abitanti come Valona, si trovi un unica chiesa a km e ore di distanza! .Qualcosa che restituisce la consapevolezza di un dono di cui non ci rendiamo conto.

A settembre papa Francesco andrà a visitare l'Albania come aveva fatto Giovanni Paolo II, alla caduta del regime nel 1993 e Benedetto XVI nel 2009 in clima di grande collaborazione col primate ortodosso. Ma già quattro anni prima, segno dei tempi nuovi. l'albanese Gonxhe Bojaxhiu, Madre Teresa di Calcutta, rinnegata nonostante la sua forza carismatica può tornare per la prima volta nel suo Paese il cui popolo - afferma Ismail Kadare il più grande scrittore albanese, contemporaneo –''appartiene alla migliore tradizione dell'umanesimo cristiano ed europeo''



Per informazioni e approfondimenti contattaci: mirellalovisolo@gmail.com

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